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| Daniel Richter Die Idealisten 2008 |
Almeno due o tre volte nell’arco di un secolo, la società è costretta a fare i conti col comportamento giovanile e a dichiarare il fallimento dei propri metodi educativi: troppo coercitivi un tempo, troppo permissivi oggi.
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Ma lo stesso Sigmund Freud aveva già nel primo 900 tratto delle importanti conclusioni dai suoi studi. Interrogato da una madre apprensiva per ottenere un consiglio sul metodo migliore di allevare il proprio bambino senza commettere i soliti errori, lo psicanalista rispose: il metodo educativo è ininfluente, cara signora, perché con i figli si sbaglia sempre comunque.
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All’indomani delle rivolte scoppiate nel cuore di Londra il primo ministro ha accusato di lassismo le forze di Polizia, e di permissivismo le famiglie: insomma la colpa va sempre attribuita a qualcuno. Ma queste bande giovanili, guidate da capetti autoritari e carismatici che si credono padroni del territorio in cui vivono, avevano già ispirato negli anni ‘60 il musical di Broadway “West Side Story” ancora oggi gettonato per le intramontabili musiche di Leonard Bernstein. E che dire dei famosi Teddy-Boys, dei Mods, dei Rockers che imperversavano nella Londra di allora? E negli anni ’80 non ci sono stati tumulti sia a Londra che a Liverpool scatenati per motivi razziali, di cui pesino la signora Thatcher rimase turbata?
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La tendenza oggi è di dare spiegazioni più moderne a questa violenza: di attribuirne la responsabilità alla televisione, alla latitanza genitoriale, all’avere troppi soldi in tasca e troppo poco rispetto per gli altri.
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Suggerirebbe forse, come rimedio, di ritornare ai vecchi metodi, quando i genitori picchiavano i bambini, li mandavano a letto presto e dettavano loro come vestirsi e come comportarsi?
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| image by Dino Torraco |
Chi sono in fondo questi giovani barbari? Un gruppo circoscritto di alieni, extraterrestri con un sistema di valori completamente discosto dal nostro o non piuttosto il prodotto della società stessa e delle sue dinamiche complessive, dove ogni giorno i media ci spiattellano fatti di gente che racimola in un giorno quello che altri faticano a guadagnare in un anno se non addirittura in una vita intera.
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La psicologia del giovane saccheggiatore è alla fine quella di poter prendere ciò che si vuole quando se ne offre l’opportunità. Anche i finanzieri e gli operatori di borsa della City si sono auto-pagati somme enormi perché potevano, e continuano a farlo. Anche i parlamentari (non sempre tutti) hanno gonfiato le proprie note-spese perché potevano. Anche i giornalisti di Murdoch invadevano la privacy e intercettavano le telefonate altrui perché potevano. Anche gli evasori fiscali non pagano le tasse perché pensano di farla franca. Fare i furbi, un comportamento che sembrava essere prerogativa e difetto nazionale degli Italiani, si è rivelato vizio globale.
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Nel Medio Evo le sommosse si scatenavano per il pane, oggi i saccheggi si fanno per le scarpe da ginnastica e gli I-Pod. Saccheggiare i minimarket può anche rivelarsi molto divertente: si entra, si prende quello che si vuole, a piene mani come fanno i ricchi, e si esce come se niente fosse. E' il sogno inconfessabile di chiunque sia vittima della rapacità prescritta dalla società dei consumi.
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Unica rivelazione che potrebbe rammaricare gli amici intellettuali e far sorridere un po’ tutti: in una strada londinese, l’unico negozio a non essere stato saccheggiato è risultato quello del libraio.
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Ma questo solo perché non ero nei paraggi io ! AHAHAH
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