Manrico Marinozzi
Pane e acqua
(olio su tela)
.
.
.
.

La cittadina di Montecchio Maggiore si trova nella pianura veneta, in una zona delimitata a ovest dai Monti Lessini e a sud-est dai Colli Berici. Il paese vanta nel suo territorio la presenza di beni architettonici di notevole interesse: la Villa Cordellina-Lombardi, costruita nel 1735 in stile palladiano e arricchita dagli affreschi di Gian Battista Tiepolo e da sculture della bottega padovana dei Bonazza; i Castelli di Giulietta e Romeo, di epoca scaligera, sorti su fortificazioni preesistenti probabilmente di età romana; altri numerosi luoghi di interesse architettonico dislocati nel territorio comunale. Numerosi e di buon livello sono gli alberghi che offrono la possibilità di soggiornare sia nelle zone centrali del paese sia a ridosso delle principali vie di comunicazione. Molte sono le manifestazioni paesane che si svolgono durante l'anno.
Gli mancava comunque un Venerdì, finché non lo trovò fra i primitivi: un selvaggio che, di primo acchito, s'interessò alla sua natura commestibile, ma poi da lui apprese a leggere, emozionarsi e adoperare dovutamente tutte le facoltà intellettuali (sembrerebbe piuttosto inverosimile oggi, ma allora si era nel 1700 e per di più in un romanzo di pura fantasia).![]() |
| W.H. Hunt - The Scapegoat |
o meno potente a cui si accompagna.
L’intelligenza, lei almeno, non fa distinzioni fra genere maschile e femminile.
grandioso. Non dico mai nulla, ma quando mi pungono, trovo sempre il pretesto per lasciarmi dietro una frase, il cui costrutto e le cui sfumature sono di così vasta portata, che loro devono sentirsi presi in giro dalla proprietà del mio parco linguaggio. E loro rispondono con la violenza e lo scherno di classe, ma si sente che già da prima hanno in qualche modo gettato la spugna e che, se potessero, mi prenderebbero a calci. Non faccio in tempo a richiudermi la porta alle spalle che sento sempre strisciarmi dietro: “ ….ertinenteee!"
precedenti bozze: la decurtazione radicale della materia negli Istituti Professionali Turistici e negli Istituti Tecnici Grafici.Sembra incredibile ma tale disciplina è stata completamente eliminata in due tipologie di scuole che fino ad oggi la comprendevano nel proprio profilo formativo per un buon numero di ore (3 per ogni anno nel quinquennio del “Professionale Grafico” e 3+2+2 nel “Professionale Turistico”).Da settembre i nuovi iscritti non avranno più la possibilità di vedere inserita questa materia nel proprio curriculum scolastico.Ci chiediamo quindi il perché. Quale logica abbia mosso il Ministro a optare per questo tipo di scelta.Ci chiediamo come si possa eliminare in un istituto ad indirizzo turistico una materia volta a promuovere il patrimonio culturale che il nostro Paese possiede, considerato, tra l’altro, che il PIL del turismo culturale copre il 33% del PIL dell’economia turistica italiana per un valore di circa 54 miliardi di euro (Rapporto presentato da Federturismo Confindustria il 29 febbraio 2009).A fronte dunque di una politica di rilancio del territorio, promossa, come si è visto recentemente anche dai cosiddetti bonus vacanze, il Governo non intende però formare degli operatori di settore sufficient
emente preparati, impedendo agli studenti di acquisire gli strumenti basilari per questo tipo di attività.Quale valida accoglienza turistica potrà quindi offrire un “nuovo diplomato Gelmini” senza la conoscenza delle bellezze artistiche del proprio Paese?Cancellare la STORIA DELL’ARTE significherà togliere un’opportunità qualificante per tutti gli studenti, slegare la scuola dal territorio e creare quindi figure professionali con forti deficit culturali e scarse competenze.Le stesse considerazioni si potrebbero fare per i nuovi Istituti Grafici.La cancellazione di questa disciplina sicuramente avrà una ricaduta sulla preparazione globale degli studenti alla fine del percorso quinquennale.Il valore dell’arte, che da sempre in questo ambito di studi costituisce uno stimolo alla fantasia, all’originalità e alla creatività, è stato completamente disconosciuto.E’ stato infatti un grave errore di superficialità pensare di garantire solo con una formazione meramente tecnica una preparazione qualificante. Questi due ambiti non possono essere scissi.Lo studio della STORIA DELL’ARTE non può essere eliminato da un indirizzo scolastico orientato ad uno sbocco artistico. Ancora una volta questa scelta ci è apparsa quanto mai inspiegabile.Non solo agli insegnanti, però, questi tagli sono sembrati insensati.In difesa della disciplina sono intervenuti qualche mese fa il FAI, la Redazione del TG3 nazionale, l’Onorevole Paola Frassinetti nella VII Commissione Cultura per la Riforma della Scuola, l’Associazione nazionale degli Insegnanti di Storia dell’arte chiamata in audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati e perfino il Presidente della Repubblica.Nessuna voce è mai stata ascoltata. Nonostante le 4268 firme dell’appello rivolto al Ministro dell’Istruzione nessun cambiamento è stato apportato rispetto alle prime bozze della Riforma.Il nostro patrimonio artistico/culturale vale davvero così poco da poter essere trascurato anche nelle scuole che dovrebbero conservarlo e tutelarlo come radice culturale profonda della Nazione?” ![]() |
| Roy Lichtenstein - Ball of Twine |