
io qui non ci sono.
Sto nella stanza accanto
dove non c'è nessuno.
10.7.09
5.7.09
WOODSTOCK - THE AFTER PARTY

L'evento epocale si svolse nell'agosto 1969 aWhite Lake, New York, richiamando giovani hyppies e "capelloni" da ogni angolo d'America per celebrare un grande festival della musica rock.
Per tre giorni e tre notti si esibirono senza interruzione i miti della musica internazionale dell'epoca: Jimi Hendrix, Carlos Santana, gli Who, Crosby Stills Nash & Young, Joe Cocker, Joan Baez, Jeff Beck...
Un grandioso evento che mobilitò quasi mezzo milione di persone desiderose di condividere nella musica i loro ideali di libertà, amore e pace, creando un nuovo modello di aggregazione che è considerato ancor oggi simbolo di riferimento dell'emancipazione e della controcultura giovanile.
In occasione di questa ricorrenza, per tutta estate anche Milano, sulla scia di NY e Berlino, tributerà il proprio omaggio con una retrospettiva composta di documenti fotografici, musiche e video proiezioni. Inoltre tutti i giovedì dalle 19:00 una DJ session e, a seguire, rassegna di films e documentari che interpretano lo spirito delle beat generations, i loro ideali, il disagio esistenziale, le ribellioni e la rabbia raccontati attraverso 40 anni di storia.
14.6.09
TWO LOVERS

Leonard è un ultratrentenne non particolarmente bello o interessante, non ha lavori in corso né progetti in cantiere; tira avanti sul sentiero pianeggiante della propria esistenza, percorrendo in lungo e in largo il quartiere ebraico di Brighton Beach a Brooklin, reggendo sulle spalle, al posto del classico zainetto, il sacco della lavanderia con la roba pulita da riconsegnare ai clienti. E’ il suo piccolo contributo all’impresa famigliare, un tirare a campare da cui non può esonerarsi.
Triste e demotivato, ha perso un sogno Leonard, da quando il suo fidanzamento è stato mandato a monte da un'incompatibilità genetica evidenziata dalle analisi prematrimoniali. E ancora non ha finito di pagare le conseguenze pratiche e psicologiche di un fallito suicidio.
Dimesso dall'ospedale, da poco ha ripreso possesso della sua cameretta nella casa paterna, riportandola al primordiale disordine di quando era ragazzo. E' controllato a vista e a orecchio da genitori accorati che condividono il suo dramma, sempre presenti e fin troppo disponibili a dirigere la sua esistenza.
Leonard è circondato quindi d' affetto e attenzioni, come usano verso i figli le buone famiglie Yiddish, senza mai ricevere un rimprovero palese, mai una lamentela, soltanto sostegno e incoraggiamenti, cosa che paradossalmente lo rende ancora più fragile e insicuro.
Dà un po’ l’impressione dell’imbranato, questo gentile Leonard, che non ce la fa a riemergere con le sue forze dal pozzo nero della depressione e, ancor meno, a portare a termine i suoi propositi di suicidio. Non essendo riuscito ad affogarsi nel proprio sangue tagliandosi le vene, ora è fortemente tentato di riprovarci affogandosi in mare, attratto com'è dall'acqua, quasi rappresenti per lui un ritorno al silenzio e all’inconsapevolezza dell’utero materno, per poi, sempre all’ultimo momento, ripensarci. Gli manca il coraggio di morire come quello di vivere.
Nessun sussulto per Leonard da questa morte apparente, finchè non succede che gli capiti di conoscere nello stesso giorno due ragazze, entrambe bellissime.
Una è Sandra, l’equilibrata, disponibile e rassicurante figlia del nuovo socio in affari dei suoi genitori, che potrebbe essere per lui una moglie ideale e si lascia indurre a frequentare senza eccessivo coinvolgimento.
L’altra è Michelle, la bionda del piano di sopra, solare, enigmatica e incasinata da non credere: Leonard s’intrippa al primo sguardo, sente che potrebbe cambiargli la vita. Lei è invece solo a caccia di un complice che le tenga bordone e faccia da stampella alla sua situazione sentimentale scombinata. Da questo equivoco nascono sguardi verticali lanciati dalle finestre sul cortile con spettacolo di spogliarello da cardiopalmo, appuntamenti notturni sul terrazzo e adrenalina rivitalizzante per il cuore in frantumi di Leonard, che inizia a ricomporsi a poco a poco come un puzzle.
Ma la fine del tunnel è ancora lontana : Leonard, che ha continuato ad incontrarsi anche con Sandra, quasi senza rendersene conto, si troverà invischiato in un doppio triangolo amoroso in cui la posizione di ognuno è di amare chi non lo ricambia.
Bravissimi tutti gli attori, ma i veri protagonisti sono anche qui la letargia morale, il consumismo dei sentimenti e la mancanza di scrupolo nell'alimentare e sfruttare il coivolgimento di chi stiamo usando solo per tirarci fuori dalla melma.
10.6.09
PENSARE NON E' COSA DA TUTTI
il tizzone ardente di un fanalino
x
in concentrici voli
di pura pazzia.
mentre ancora scricchiolano
dei tuoi passi.
27.5.09
LOS CIELOS SON IGUALES
Le ore della notte - Franco Cila
I cieli sono uguali. 16.5.09
MONET E IL GIAPPONE


HOKUSAI La grande onda 1830-1832XXXX
xxxx
9.5.09
DISPUTA SU DIO E DINTORNI

Con l'intuizione artistica si arriva a comprendere più cose che con l'intelletto, perchè si comprendono dall'interno di sè.
Siamo qui per caso, destinati ad esistere per quel tanto che ci è dato per poi tornare nell'infinito nulla da cui siamo venuti?Non c'era niente prima, niente ci sarà poi, salvo, finchè dura, la memoria di chi ci avrà amato?

I due dialoganti sembrano arricchirsi vicendevolmente nel corso del dibattito, attingendo ognuno alle sorgenti culturali dell’altro. Partendo da presupposti antitetici i due autori procedono per un po' sui binari paralleli delle loro opposte tesi per ritrovarsi dopo percorsi articolati a convergere in una rassicurante identità di vedute. Seppure sia impensabile per entrambi discostarsi dalla propria posizione ideologica circa l'esistenza o meno di Dio, che non può essere una certezza ma solo un'intuizione che ciascuno deve riuscire a cogliere in sè, essi risultano quanto meno sintonizzati nel giudizio riguardante i principi fondamentali della spiritualità e dell'etica e concordi nella critica sull'eccessiva ingerenza dell'apparato ecclesiastico che ruota nei "dintorni" di Dio, pretendendo di farsi mediatore del rapporto fra i credenti e Dio stesso.
Uccide lo spirito per seguire i suoi codici, cosicchè tante “pecorelle del gregge” si perdono ogni giorno per strada, pur non avendo smesso di credere in Dio, solo perché estromesse dalla Chiesa stessa, per colpa di legittime incredulità o di un peccato ritenuto indegno di redenzione. Ma non è forse l’adesione personale a Dio la cosa che la Chiesa dovrebbe avere più a cuore?
La frattura tra Chiesa e mondo si sta ampliando notevolmente. Questo non significa però che chi non è credente abbia comportamenti meno etici di chi santifica le domeniche. Addirittura la moralità laica può sembrare superiore perchè agisce disinteressata a una ricompensa divina , ma spinta solo dalla generosità o dal senso del dovere verso i propri simili.
Il dubbio non dovrebbe essere ritenuto una colpa, visto che è la Chiesa stessa, con le sue evidenti contraddizioni e incongruenze dottrinali, la prima a produrre perplessità e disordine mentale nei credenti.
Nessuna religione che si rispetti dovrebbe oggettivamente ritenersi superiore alle altre e considerarsi detentrice della Verità assoluta. Nemmeno il Cattolicesimo nel quale, più della spiritualità, prevalgono l’osservanza dei riti e un’esteriorità quasi paganeggiante e che considera i peccati alla stregua di infrazioni al codice, riparabili con un’ammenda di tre ave marie, mentre la durezza di cuore e l’indifferenza verso il male causato agli altri non vengono diagnosticate nè tantomeno curate come malattie dell’anima.
Altre domande s’impongono: il perché la Chiesa non voglia ammettere alcun principio d’autodeterminazione.
Forse non può condannare ciò che ricorda tanto bene le migliaia di esecuzioni sulla pubblica piazza avvenute per ordine dalla “ Santa Inquisizione”? E’ possibile inoltre che la fecondazione assistita sia avversata per un suo possibile accostamento al concepimento senza peccato, esclusiva prerogativa della Madonna? Perché la Chiesa ammette differenze fra gli stessi peccatori? Ricordiamoci i recenti funerali di Pavarotti, Bovio e Saint Laurant, sontuosamente celebrati in chiesa malgrado ne mancassero i requisiti fondamentali, mentre per Welby, forse anche meno colpevole, non è stata fatta alcuna eccezione.
Tutte domande che esigerebbero ormai una risposta chiara.
Fossero ancora in auge certi metodi repressivi abitualmente usati dalla Chiesa per reprimere i dissidenti, quali rischi correrebbe il conciliante prof. Mancuso, coautore di questo testo, che mette in evidenza una tolleranza e onestà intellettuale tanto al di fuori dei canoni, specchio di una coscienza limpida e illuminata, di cui è priva buona parte dell’istituzione ecclesiastica? Affiorano in lui un senso di carità e umanità spesso latenti negli atteggiamenti di chiusura ufficiali del clero, impegnato principalmente a difendere una posizione di potere, che mal s’accorda con la spiritualità e la cura delle anime.
La “disputa “ conduce all’inevitabile pareggio e alla conclusione che a dimostrare l’esistenza di Dio non si arriva col ragionamento. L’incredulità ha le sue legittime e profonde radici e il dubbio va dunque considerato altrettanto religioso della cieca fede.
Per chi volesse consolarsi resta sempre l’appiglio già precedentemente fornitoci dallo scienziato cattolico Antonino Zichichi col suo libro “Perché credo in colui che ha fatto il mondo” secondo cui se è difficilmente dimostrabile l'esistenza di Dio , altrettanto indimostrabile è la sua inesistenza.
Un testo interessante, a prescindere da quale siano i punti di partenza o di arrivo personali, uno studio morale per coloro che non si accontentano semplicemente di “credere” o “non credere”.
5.5.09
MAESTRI DELL'AVANGUARDIA RUSSA
KANDINSKY
MALEVIC
Como, Villa Olmo sino al 26 luglio 2009

















