Qui non mi trovate,
io qui non ci sono.
Sto nella stanza accanto
dove non c'è nessuno.

27.8.10

GIPSY

    
      Per una volta posso dichiararmi d’accordo con la Chiesa cattolica che tenta di scoraggiare la tendenza dilagante in Europa di risolvere lo spinoso problema dei Rom, espellendoli.
Sarò impopolare, ma mi chiedo, dove vanno questi cristi, scacciati da ogni dove?
Non dimentichiamoci però che proprio la Signora Chiesa prima ancora del 1500, spaventata da ogni minima intrusione, collocava il gitano alla destra di Satana stesso, trasmettendo così l’odio per i gitani alle coscienze di un pubblico ignorante, che ha iniziato ad identificarli fra quei Pagani che dovranno essere immancabilmente divorati nelle fiamme dell’ inferno.

Facesse la Chiesa allora un vero atto di contrizione esplicita, denunciando apertamente il falso delle sue passate ideologie, perché i blandi ammonimenti fatti ora dal balcone di piazza sanpietro non bastano certo a soffiare aliti di umanità nelle coscienze, in cui il veleno ristagna da oltre 600 anni.

Si assuma le proprie responsabilità morali facendo pubblica ammenda come già avvenuto per gli Ebrei.
Il nomadismo interpretato dalla bibbia come la punizione di Dio, la pratica di mestieri quali il forgiatore di metalli, riconducibile alla magia nella superstizione popolare; le arti divinatorie identificabili come stregonerie, il matrimonio in età impubere con conseguente scarsa scolarizzazione sono quelle diversità che creano un’inclinazione irrefrenabile a liberarsi di presenze invise anche a costo dell'eliminazione fisica. Tutti i paesi suggestionati dalla dottrina cattolica adottarono infatti bandi di espulsione nei confronti dei Rom, fino alla programmazione del genocidio finale insieme a quello degli Ebrei durante il nazismo.

Manet 1862 - Gipsy with cigarette
Da sempre gli Zingari, o Gitani, o Roma come vengono chiamati ultimamente, sono stati considerati un’etnia scomoda per la loro incapacità di adattamento perché i loro sistemi di sopravvivenza non riescono ad integrarsi con i nostri, troppo diversi. La loro filosofia li rende insofferenti nell' adeguarsi alla costrizione delle nostre leggi, volte soprattutto a garantire un’escalation di ricchezza e consumo a scapito forse di altri beni da loro giudicati più preziosi quali il vagabondaggio, il tempo libero, l’autodeterminazione, l’indipendenza da qualsiasi padrone.

Le nostre leggi vengono varate per il nostro sistema di vita, ben incanalato, regimentato, impostato in modo da mantenere un ordine di superficie, sotto al quale scorrono fiumi di immoralità, illegalità, ipocrisia ed egoismo, e al cui adattamento abbiamo anche noi non poche difficoltà.


La nostra rozza ignoranza ci fa identificare i Rom con i Rumeni, ma non vanno assolutamente confusi con loro: in Romania essi sono trattati peggio che da noi.
I Roma sono antiche popolazioni di provenienza dall’India settentrionale, e il loro nome è la contrazione di Romanes e le loro lingue sono tutte varianti del Sanscrito.
Gipsy flag
Distribuiti oggi in una miriade di minoranze, la loro diaspora li ha portati principalmente nei Balcani e in Europa centro-orientale e vengono ormai identificati  con la patria di residenza: è il caso appunto dei Roma radicati da svariati secoli nell'attuale Romania ma con i Rumeni non hanno niente a che vedere e pochi sono perfino in grado di esprimersi nella lingua di quel Paese.

Siccome i governi non sono capaci di fronteggiare i problemi di integrazione evitando di affrontare dei costi, come vorrebbero, preferiscono sbrigarsela emanado decreti di espulsione.
Ma noi cittadini, forse anche esseri umani, non possiamo adottare la politica dello struzzo: che un problema esista solo se lo si vede e se no vuol dire che non c'è.
E’ vero che le leggi vanno rispettate, ma spiegatemi il principio assurdo per cui si debba cacciare tutti in massa, perchè fra loro ci sono individui che non si mantengono nella legalità.
Sarebbe come dare il foglio di via a tutti i mariti perché ce ne sono alcuni (troppi per la verità) che ammazzano le loro mogli.

Insomma questi Roma non li vuole nessuno perché il mondo di oggi non è più fatto a loro misura. Intolleranti come siamo sempre verso il diverso, tutto ci disturba di loro, l’aspetto, il folklore, le abitudini, l’accattonaggio e la microcriminalità a cui ricorrono per campare, il degrado in cui si adattano a vivere, il mancato allineamento alla condotta e alla morale vigenti, l'insubordinazione a qualsiasi autorità e istituzione non da loro riconosciuta.

Oggi noi tutti ci indigniamo, come doveroso, del trattamento subito dalla Popolazione ebraica nell’Europa degli anni 30-40, fingendo di ignorare che la brutta storia è cominciata con modalità uguali: l’odio razziale che si insinua alimentato dall’ignoranza, dalle dicerie e dal fastidio che sentiamo naturale verso tutto ciò che appare diverso - in meglio o in peggio non fa differenza. 
Anche allora le cose sono iniziate così, fra l'indifferenza della gente che si finge sorda, fino ad arrivare agli abusi, alle persecuzioni, alla creazione dei ghetti, e ai campi di sterminio.

Già viviamo in una società che per quanto si dichiari civile, i diritti della persona li considera poco e ancor meno sa farli rispettare.
L’assimilazione delle minoranze col nemico è la cosa che ci viene più facile fin da bambini, la demonizzazione dei nemici, la diffusione dell’ostilità e della paura dovrebbero attivare un campanello d'allarme nelle nostre coscienze prima che sia troppo tardi, perchè molte delle grandi tragedie umane hanno avuto inizio da questo stesso punto.           mca


4 commenti:

  1. Cara Maria, le tue parole sono sacrosante. I Roma sono "diversi" e quindi creano il timore che forse loro, e non noi, sono dalla parte giusta. E perciò i diversi, lo so bene, sono perseguitati con l'intento,magari spesso inconscio, di annientarli. Grazie al tuo talento nello scrivere chiaro e forte, puoi fare "di mia penna arma feroce contro gli ipocriti". Meno male che Maria c'è!!
    Amedeo Trutti-Amedei di Liscabona

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  2. cris@Amedeo Trizzi
    gentile Amedeo,
    lei mi chiama Maria, forse vuole rendermi giusta pariglia per essersi sentito chiamare da me Alfonso. mi ero illusa che la mia gaffe fosse scivolata via inosservata: lei sembrava così superiore, osservato da qui.
    le dirò una cosa, visto che è passato al tu confidenziale e me ne da l'occasione questo piccolo spazio riservato ai commenti: fra i tanti nomi, nick e appellativi con cui mi hanno nominata da quando in fasce ho emesso il primo strillo, si annoverano, tanto per citarne alcuni, maricri marycrissy krissel cristy cri-cri per non tralasciare lully castoro gioggiola etc.
    Maria, pur facendo anagraficamente parte del mio nome completo, e pur godendo di maggiori diritti rispetto agli altri vari nomignoli, non mi ci ha mai chiamata nessuno fino ad oggi, lei è veramente il primo.
    sentendo chiamare Maariaaa, mai mi verrebbe in mente di girarmi, mai penserei che sia un richiamo a me rivolto , non mi ci riconosco, credo ci sia veramente poco di "Maria" in me anche se lei Amedeo, molto amabilmente, ha voluto associare questo nome a quello di Myriam nel suo significato di Principessa.
    il fatto è che mentre nessuno si sognerebbe mai di spolmonarsi con il lunghissimo "maria cristina" , escludendo i pochi volonterosi o quelli particolarmente affettuosi che si sforzano di pronunciare "cristina" per intero (tre sillabe), quasi tutti se la sbrigano con il più rapido monosillabico "cris"!
    dunque sarebbero cris e cristina gli unici due nomi in cui mi riesco a riconoscere. ma lei faccia pure....
    la ringrazio di sostenermi nella difesa dei Roma, sono contenta di riuscire ogni tanto ad essere interprete di sentimenti che non siano solo esclusivamente miei.
    per fortuna che Amedeo c'è.

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  3. Cara Cristina, che imbarazzo!! Due torti le ho fatto e debbo fare ammenda. Di solito il primo dei nome è quello che vale, ma lei, più modesta, ha scelto il secondo, forse per questione di fede: Maria è nome ebraico, Cristina ovviamente deriva da Cristo. Lully castoro mi fa pensare che lei abbia dei bei dentoni, gioggiola, che sia piccolina. Da piccolo mia madre mi chiamava broccolino, forse è per quello che non mangio verdure.
    Ma più colpevole è il fatto che le abbia dato del tu e, peggio, che lo abbia fatto senza accorgemene, mi è venuto così,forse per empatia.Non sempre rileggo ciò che scrivo ed il fatto m'è sfuggito.Chiedo venia. Spero che accetti le mie scuse.
    Amedeo Trutti-Amedei di Liscabona

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  4. cris@Amedeo
    non si formalizzi, non ne vale la pena, tanto non credo che il tu o il lei siano elementi determinanti all'efficacia del dialogo.
    continui a chiamarmi maria se le aggrada e mi dia pure del tu se le viene naturale.
    alla prossima

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