Qui non mi trovate,
io qui non ci sono.
Sto nella stanza accanto
dove non c'è nessuno.

28.7.10

Non voglio vedere il sangue del toro sull'arena




Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
Una sporta di calce già pronta
Il resto era morte e solo morte
Alle cinque della sera.
Il vento portò via i cotoni
E l’ossido seminò cristallo e nichel
Alle cinque della sera.
Già combatton la colomba e il leopardo
E una coscia con un corno desolato.
Cominciarono i suoni di bordone
Alle cinque della sera.
Le campane d’arsenico e il fumo,
Negli angoli gruppi di silenzio.
Solo il toro ha il cuore in alto!
Quando venne il sudore di neve
Quando l’arena si coperse di iodio
La morte pose le uova nella ferita
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.
Una bara con ruote è il letto
Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie
Il toro già mugghiava dalla fronte
Alle cinque della sera.
La stanza s’iridava d’agonia
Da lontano già viene la cancrena
Tromba di giglio per i verdi inguini
Alle cinque della sera.
Le ferite bruciavan come soli
E la folla rompeva le finestre
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Eran le cinque a tutti gli orologi!
Eran le cinque in ombra della sera!


- Bullfight - Martin Fletcher 1956
  
             
                                          Non voglio vederlo! 
                                Di’ alla luna che venga, 
                                               ch’io non voglio vedere il sangue 
                                                                  d’Ignazio sopra l’arena.


                                                                               Federico Garcia Lorca
Tratto da:
LAMENTO PER IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS

(1935)


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