Qui non mi trovate,
io qui non ci sono.
Sto nella stanza accanto
dove non c'è nessuno.

18.2.11

L'OR DEDANS TOI

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                       *
LLa La Valse - Camille Claudel (1864 -1943)
"Se avrai l'oro dentro di te, scoprirai l'oro dentro la materia"

L'opera è stata concepita e realizzata quando Camille aveva solo 25 anni ed era già in atto la rottura con Rodin, dopo anni  di intensa relazione professionale  e di passione senza misure. 
Camille, ancora adolescente quando lo conobbe, fu sedotta dal genio di Rodin e fu per lui l'allieva devota, la seguace indipendente in grado di emularne la regola e di superarne gli esiti. 
Camille,  nella sua inesperienza,  nel confronto con  l'uomo e l'artista, non ne aveva intuito l'indole: quella di un maestro capace di guardare alla forma e alla morale, ma non ancora pronto al salto epocale nell'era del concetto, perché figlio di una cultura romantica. 
"Non ne intravide la dualità che, nell'opera quanto nella vita, segnarono il destino di un autore in bilico fra passato e presente, portavoce di una stagione che, fra Ottocento e modernità, stava attraversando ignara l'inquietudine decadente."

Per dieci anni i due scultori vissero insieme nella casa che era già stata di Alfred de Mousset e George Sand all'epoca del loro amore, creando opere immortali in uno stato di simbiosi sorprendente. *
Sullo sfondo di una Parigi fin de siècle, si disegnò così  l'episodio drammatico di colei che è definita "l'ultima scultrice romantica".
Bella, altera e bravissima nell'apprendere i segreti di ogni insegnamento, Camille seppe elaborare, seguendo da vicino l'opera del suo insegnante, un linguaggio di transizione, in bilico fra cultura figurativa impressionista e pre-avanguardia.
Una caratteristica di stile che rende le sue sculture uniche e indipendenti dal percorso parallelo di Rodin, che ha rappresentato solo lo stimolo alla sua produzione personalissima.
Camille aveva sperato di poter prima o poi sposare Auguste anche per evitare di rendere scandalosa la loro unione. Ma Rodin, malgrado le infinite promesse, non volle sposarla, pur (forse) amandola. I legami artistici fra i due a questo punto si allentarono e ben presto il maestro-amante l'abbandonò definitivamente per tornare dalla sua compagna storica e sposarla. Dalla rottura della relazione Camille uscì distrutta. Andò a vivere per conto proprio, affrontando notevoli difficoltà economiche.
Cercò di rifarsi una vita, immergendosi nell'esperienza sentimentale con Claude Débussy, con il quale tuttavia si lasciò dopo soli due anni.
Il pensiero di Rodin le rodeva l'anima e la condusse irrimediabilmente alla depressione.
Camille finì col rimanere paralizzata da una sofferenza interiore che imporrà il silenzio alle sue mani.








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